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LINK BUILDING TOSSICA: QUALI BACKLINK EVITARE PER NON INCAPPARE IN UNA PENALIZZAZIONE

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Posizionare un sito web richiede alcune ottimizzazioni SEO che possiamo racchiudere in due grandi categorie: On-Site e Off-Site.

La parte di lavoro On-Site (detta anche On-Page) raccoglie tutte quelle attività incentrate sul sito stesso, come possono essere il miglioramento delle prestazioni e dell’usabilità, l’ottimizzazione dei contenuti testuali, la creazione di una sitemap e la messa a punto di una struttura in grado di essere compresa agevolmente sia dai motori di ricerca che dagli utenti.

Una volta sistemata la parte che riguarda il sito web è il momento di passare alla seconda fase della strategia SEO, ovvero quella Off-Site o Off-Page.

Della SEO Off-Site fanno parte tutte quelle tecniche che servono ad aumentare la popolarità di un sito sul web, come ad esempio la Link Building, l’aumento della Social Reputation, le Recensioni e altro ancora.

COS’È LA LINK BUILDING E COME INFLUENZA L’AUTORITÀ DI UN SITO PER GOOGLE

In questo post vorrei concentrarmi sulla Link Building della quale vi riporto una definizione semplificata: “La Link Building è una tecnica di ottimizzazione SEO Off-Site volta ad aumentare il numero di link verso un determinato sito con l’obiettivo di migliorare il posizionamento del sito stesso all’interno delle pagine dei risultati forniti dai motori di ricerca”.

Una buona strategia Link Building deve tener conto sia della qualità dei link ricevuti sia della quantità: considerate che un motore di ricerca quale Google, considera un link come un “voto di fiducia”, una raccomandazione che un sito fa nei confronti del sito ricevente.

Più autoritario e a tema è il sito che inserisce il link, più grande sarà l’influenza che questa referenza avrà sul sito target. Logicamente anche il numero di link in ingresso rappresenta un valore che i motori di ricerca tengono in considerazione.

Alla domanda: “meglio 100 link provenienti da siti di media qualità o 10 provenienti da siti più autoritari?”, un buon consulente SEO risponderà che la verità sta nel mezzo.

Uno strumento fondamentale per fare SEO è il buon senso: una strategia di Link Building efficace è infatti composta sia da link di qualità alta che da link di media qualità.

QUANDO LA LINK BUILDING DIVENTA NOCIVA

L’incubo più grande per un SEO strategist è vedere il proprio sito web (o quello di un cliente) precipitare a causa di una penalizzazione di Google. Ma facciamo un passo indietro.
Correva l’anno 2012, per la precisione era il 24° giorno di Aprile, quando da Mountain View annunciano di aver lanciato un nuovo algoritmo con il compito di smascherare gli spam link: dopo Panda arriva infatti Penguin. Dal suo lancio iniziale il Pinguino di Google è stato aggiornato diverse volte (l’ultima versione “4.0” risale al settembre 2016), ampliando il suo raggio d’azione a diverse tipologie di link.

Una link building sospetta, artificiale, “spammosa” è soggetta a penalizzazione dalla quale si può uscire seguendo alcune best practice di cui vi parleremo in seguito. Prima però andiamo a capire quali sono i link dannosi e come poter evitarli.

LINK DANNOSI: ORIGINE E TIPOLOGIA

Esistono almeno 5 categoria di link dai quali è bene star lontani:

  • Link provenienti da Fonti Irrilevanti, con incongruenza di tematica o addirittura linguistica.

Esempi pratici:
Ho un sito di economia, ricevo un link dalla pagina “siti amici” del fioraio del mio paese.
Ho un sito di notizie in lingua italiana, ricevo link da siti web dai contenuti in lingua cinese.

Algoritmi come Penguin sono in grado di capire l’attinenza dei collegamenti ipertestuali che ancorano un sito ad un altro. Più congruenza c’è tra le tematiche trattate maggiore sarà la considerazione che il motore di ricerca avrà per il sito target.

  • Link provenienti dalle Spam Community

Tutti i link provenienti dai commenti (spesso non moderati) presenti nei blog hanno un alto tasso di spam. Anche i link provenienti dai forum pubblici, spesso inseriti nelle firme o nelle descrizioni dei profili possono insospettire Google, specialmente se il volume di questo tipo di link è rilevante.

  • Link provenienti da Network

Quando Google intercetta link provenienti da una rete privata (detta PBN, private blog network) di proprietà dello stessa persona, che puntano ad un determinato sito fa scattare il campanello d’allarme. Per l’algoritmo potrebbe trattarsi di una manovra calcolata atta ad migliorare il ranking del sito ricevente. Penalizzazione in arrivo quasi sicura.

  • Link provenienti da siti di dubbia qualità

L’esempio di siti dalla dubbia qualità sono le directory, portali con una serie infinita di collegamenti  che vengono considerati da Google come SPAM nocivo. Dieci anni fa potevano andar bene, ma oggi sono da evitare come la peste.

  • Link acquistati, Guest e Sponsored Post

La pratica di acquisto di link va in parte contro le policy di google, specialmente se questi link presentano anchor troppo “secche” e non portano all’utente un vero valore aggiuntivo. Al primo posto nella mission dei motori di ricerca c’è il fornire all’utente dei contenuti di qualità, che soddisfino a pieno le ricerche effettuate.

Qualche settimana fa il webspam team di Google ha ricordato sul proprio blog alcune linee guida relative ai link presenti in quegli articoli chiamati guest post, partner post o post commissionati.

Google non scoraggia l’utilizzo di questo tipo di articoli a patto che questi servano ad informare gli utenti, ad educarli o ad aumentare la consapevolezza di una giusta causa.

Cosa non ammette il colosso di Mountain View è la costruzione di schemi di link atti ad aumentare l’autorità di un sito.

Il mio consiglio è quello di affidare la link building ad agenzie SEO in grado di garantire la scrittura di articoli di pregevole fattura e di garantire pubblicazioni su siti di qualità comprovata.

COME LIBERARSI DEI BACKLINK SPAZZATURA E RIMEDIARE AD EVENTUALI PENALIZZAZIONI

Per evitare i link spam è bene rivolgersi ad un’agenzia Seo e richiedere un audit SEO o un preventivo per un’analisi dello status del proprio sito web.

Un’analisi SEO richiede l’utilizzo di svariati tool in grado di fare un punto della situazione per quanto riguarda sia il lato On-Page sia quello Off-Page.

Una volta che Penguin è entrato in azione, l’agenzia Seo o il consulente che sta seguendo il tuo progetto, dovrà giocarsi tutte le carte a disposizione per provare a depurare il tuo sito, partendo dalla semplice rimozione dei link da parte dei siti incriminati per finire con il tool di google chiamato “Disavow”.

Grazie alla Search Console che Google offre ai webmaster è possibile dichiarare al motore di ricerca di voler prendere le distanze da questi link spam. Questo si può fare compilando un file di testo dove vengono inseriti tutti i link dannosi che vogliamo Google rifiuti in fase di valutazione della reputazione del nostro sito.

Ecco un esempio di come viene compilato un file “Disavow”.

# tizio.com ha rimosso quasi tutti i link ma mancano questi
http://caio.tizio.com/amici/commenti.html
http://sempronio.tizio.com/amici/link.html
# Contattato il proprietario di gondomar.com il 7/1/2017 per
# richiedere la rimozione dei link ma non ho mai ricevuto risposta
domain:gondomar.com

Attenzione: una volta caricato il file questo può essere sostituito in seguito e ogni modifica cancellerà quelle fatte precedentemente.

CONCLUSIONI

La Link Building è uno dei fattori chiave per quanto riguarda l’influenza sul ranking di un sito (vedi l’analisi di Semrush) quindi, è possibile migliorare il posizionamento di un sito grazie ad essa se questa viene fatta seguendo una strategia SEO studiata ad hoc e seguita da un SEO professionista o da un team di esperti.

Inoltre svolgere un’analisi SEO costante e un’opera di monitoraggio (tramite Tool Seo o grazie alla combinazione Search Console + Google Analytics) è fondamentale per non incappare in penalizzazioni e per rilevare eventuali attacchi spam.

Consideratela un po’ come la revisione dell’automobile, la fareste mai da soli?
Molti di voi probabilmente avrebbero difficoltà solo ad aprire il cofano 🙂

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